di MIRKO PEDDIS
BUENOS AIRES - A meno di un mese dall'81esimo anniversario della nascita di Che Guevara (anche se per lo studioso più noto, Jon Lee Anderson, la data corretta è quella del 14 maggio), ritrovarsi a prendere un caffè a Buenos Aires con Carlos "Calica" Ferrer permette di conoscere da vicino la dimensione più umana dell'eroe della rivoluzione cubana. E di entrare nel mondo della sua infanzia e della sua giovinezza, quando "il comandante" era ancora, e solamente, Ernesto. Un flusso di memoria, quello di Ferrer, che passa attraverso aneddoti privati e piccole storie di vita quotidiana. Dalla passione per la musica del Che ("ma non ne capiva niente") ai personaggi conosciuti durante i loro viaggi insieme. Ma anche l'incontro con Benicio Del Toro, che interpreta Guevara nel film diretto da Steven Soderbergh, uscito di recente anche in Italia.
"Ernesto aveva una risata contagiosa, ma di musica non capiva proprio nulla, era capace di confondere un tango con un valzer", racconta Carlos Ferrer Zorrilla, nato il 4 aprile del 1929 ad Alta Gracia, nella provincia argentina di Cordoba. A quattro anni conosce Guevara, un bambino asmatico che si era appena trasferito da Rosario con la famiglia. I due stringono un'amicizia sincera, che li terrà uniti per tutta l'infanzia e l'adolescenza.
Nel 1953 Carlos e Ernesto, all'epoca 25enne, partono in treno dalla stazione di Retiro, a Buenos Aires, e vagano assieme attraverso la Bolivia e il Perù fino a giungere in Ecuador. "A La Paz Ernesto mangiava tantissimo - ricorda Calica - anche se non sapevamo quasi mai che cosa ci fosse nei nostri piatti". Lungo il tragitto, i due fanno lunghi discorsi sulla politica e sull'ideologia e, secondo Calica, già allora Ernesto "era un fervente antiyankee".
A questo punto, le loro strade si dividono: Calica raggiungerà a Caracas, in Venezuela, il primo compagno di viaggio del Che, Alberto Granado. Per Ernesto, invece, sarà l'ultimo viaggio attraverso l'America Latina, il momento in cui maturerà definitivamente la scelta politica e rivoluzionaria, la genesi del comandante Che Guevara. "All'inizio mi sono pentito di non aver proseguito assieme a lui - dice Calica - ora però sono convinto che fosse destino che ci separassimo".
Calica ha raccontato la storia del viaggio assieme all'amico nel libro Da Ernesto al Che. Il secondo e decisivo viaggio sudamericano di Che Guevara, edito in Italia da il Maestrale. Tanti aneddoti, foto e racconti che restituiscono un comandante spogliato dell'aura mitica, più vicino e naturale. "In viaggio abbiamo conosciuto gente di tutti i tipi - spiegal'amico - avventurieri, cercatori d'oro in viaggio per la Bolivia... E poi c'ero 'lo spagnolo', uno che denigrava a seconda dell'interlocutore, ora il Franchismo, ora la Repubblica".
Di recente, l'incontro con Benicio Del Toro, l'attore che ha interpretato il Che nel film di Soderbergh. "Eravamo seduti là", dice Calica, indicando un tavolo vuoto in un punto poco distante del bar dove sediamo. E racconta che è stato proprio l'attore portoricano a voler incontare l'amico del personaggio che doveva incarnare, per comprenderne meglio le sfumature più intime. "Gli ho detto solo due cose - conclude Calica - fa' che non sia il classico film da yankee. E ricordati che, alla fine, lui era un uomo in carne e ossa. Come me e te".